
In un ristorante con la cucina al piano interrato, ogni piatto che arriva in sala ha fatto una rampa di scale in mano a qualcuno. In un negozio con il magazzino al piano di sopra succede lo stesso con le scatole, decine di volte al giorno. Sono spostamenti piccoli, ma sommati fanno perdere tempo, affaticano il personale e prima o poi finiscono con qualcosa che cade. Il montapacchi è l’impianto pensato per eliminarli: un piccolo elevatore che porta le cose da un piano all’altro al posto delle persone. Vediamo come funziona, cosa può trasportare e quando conviene installarlo.
Cos’è un montapacchi
Il montapacchi, chiamato anche montavivande quando serve la ristorazione, è un mini montacarichi destinato esclusivamente al trasporto di cose. La differenza con un ascensore non è solo di taglia: la cabina è volutamente piccola e non accessibile, proprio perché nessuno possa salirci. Si carica dall’esterno, attraverso uno sportello, e si comanda dal piano.
Questa caratteristica lo rende un impianto molto più semplice di un ascensore, sia da installare sia da gestire, pur mantenendo dispositivi di sicurezza seri: le porte non si aprono se la cabina non è al piano, e la cabina non parte se una porta è rimasta aperta.
Come funziona
Nella maggior parte dei casi il montapacchi è elettrico: un motore compatto, posto in alto o in basso nel vano, muove la cabina lungo guide verticali tramite funi o catene. Chi lo usa apre lo sportello, appoggia il carico, richiude e preme il pulsante del piano di destinazione. All’arrivo, una segnalazione luminosa o acustica avvisa chi deve scaricare.
Lo sportello può essere a ghigliottina, cioè a scorrimento verticale, oppure a battente, e può trovarsi ad altezza di banco, comodo per piatti e documenti, oppure a filo pavimento, quando si devono caricare carrelli o contenitori su ruote. Sono dettagli che si decidono in base a cosa si trasporta e a come è organizzato il lavoro ai due piani.
Quanto porta e che dimensioni ha
La norma tecnica di riferimento per questi impianti, la EN 81-3, fissa limiti precisi: portata fino a 300 chilogrammi e una cabina con superficie non superiore a un metro quadrato e altezza massima di 1,20 metri. All’interno di questi limiti le configurazioni sono moltissime. Per un bar o uno studio professionale bastano spesso poche decine di chili di portata e una cabina delle dimensioni di un vassoio; per un supermercato o un laboratorio si sale verso le portate maggiori, con ripiani interni estraibili.
Quando i carichi superano queste soglie, o quando chi li movimenta deve poter entrare in cabina, si passa a un montacarichi vero e proprio, fino ai montauto per i veicoli.
Dove si usano
Il settore in cui il montapacchi è più diffuso è la ristorazione: ristoranti, bar, hotel e mense con cucina e sala su piani diversi lo usano per piatti, bevande e stoviglie, con cabine in acciaio inox facili da igienizzare. Nei negozi, nelle farmacie e nei supermercati collega il magazzino al piano vendita, evitando che il personale attraversi il locale con le scatole in mano. Negli uffici, nelle banche e negli studi professionali trasporta documenti, faldoni e piccoli pacchi; nei laboratori e nei magazzini, attrezzi, ricambi e campioni.

Sta crescendo anche l’uso in ambito domestico. In una casa su più livelli un montapacchi tra garage e cucina, o tra cucina e terrazza, risolve il problema della spesa, della legna, della biancheria, ed è particolarmente utile per chi fa fatica a portare pesi sulle scale.
I vantaggi rispetto al trasporto a mano
Il primo vantaggio è la sicurezza: meno scale percorse con le mani occupate significa meno cadute e meno infortuni da movimentazione dei carichi, un tema che ogni datore di lavoro conosce bene. Il secondo è il tempo, perché il carico viaggia da solo mentre il personale fa altro. Il terzo è l’ordine: merce e clienti non condividono più lo stesso percorso, e in un ristorante questo significa anche maggiore igiene.
Installazione: serve poco spazio
Un montapacchi occupa in pianta meno di un metro quadrato e può essere inserito in un vano in muratura esistente, per esempio un cavedio o un vecchio passavivande, oppure in una struttura metallica autoportante montata dove serve. Non richiede fossa profonda né locale macchine, e le opere murarie si limitano di solito alle aperture nei solai. Per questo è una soluzione adatta anche a edifici esistenti e a locali già in attività, dove l’installazione va organizzata per interferire il meno possibile con il lavoro.
Sicurezza e manutenzione
Pur non trasportando persone, il montapacchi è una macchina a tutti gli effetti e deve rispettare la Direttiva Macchine: viene consegnato con marcatura CE, dichiarazione di conformità e manuale d’uso. Come ogni impianto con parti in movimento ha bisogno di controlli periodici su funi, guide, serrature delle porte e dispositivi di arresto. Una manutenzione programmata evita i fermi nei momenti peggiori, che in un ristorante coincidono sempre con il servizio.
Bosisio Ascensori: la nostra esperienza
Bosisio Ascensori progetta e installa da oltre sessant’anni montapacchi e montacarichi per ristoranti, negozi, uffici, laboratori e abitazioni private, a Milano, Monza e Brianza e in tutto il Nord Italia. Ogni impianto viene definito su misura dopo un sopralluogo: portata, dimensioni della cabina, tipo di sportello, finiture e posizione dei comandi.
Se vuoi capire se un montapacchi è la soluzione giusta per la tua attività o per la tua casa, il nostro ufficio tecnico può effettuare un sopralluogo gratuito e proporti un progetto su misura, con un preventivo chiaro fin dalla prima consulenza.


